Buongiorno pochi ma cari followers liberi di essere.

Stamattina mi sono alzata con l’idea di trovare un’abbondante nevicata da sbirciare dalla finestra e invece, come al solito, si è trasformata in una normale giornata di pioggia.

Facciamo che non importa, mentre riordino le idee per questo venerdì dicembrino assai freddino.

Sto lavorando per il blog e per la sua formattazione. Credo che ancora una volta sarò in grado di esprimere visivamente cosa intendo per Théâtre atelier.

Proprio perché non sono una che svende il suo operato, ho deciso di condividere il mio mondo con poche ma valide persone, perfettamente in grado di comprendere la passione che mi lega all’arte e a tutte le sue declinazioni.

Stanca l’idea del giudizio, se ci fate caso è una deformazione di questa società che si erge sui suoi troni di sapienza filosofica credendo che in essa vi siano contenute le verità assolute.

Da cosa ricordo ho sempre odiato la falsificazione filosofica, o meglio quell’attitudine volta a indurre tutti a leggere l’andamento della vita, con annesse sfumature situazionali, secondo ragionamenti teorici indubbiamente studiati a tavolino. I pensatori venivano chiamati, n’est pas?

E bene, io preferisco i rumori dell’anima, imprecisi, improvvisi, ruvidi ma liberi. Liberi dalle lezioni di vita che molti impartiscono sentendosi, immagino, più sapienti di altri. Liberi dal condizionamento del “si fa così, o non si fa così”. Liberi dal masticare bovino di parole trite e ritrite, rigurgitate dal quarto stomaco dopo la battaglia persa del “so tutto io”.

Io credo che ognuno di noi sa quello che la sua vita gli ha insegnato motivo per il quale sostengo che nessuno sarà mai in grado di sapere tutto. Ecco perché mi ribello quando qualcuno tenta di far passare gli altri per ciò che non sono.

Le nostre vite hanno il dovere di essere espresse per ciò che sono, libere da manuali o trattati che enunciano tragicamente il vuoto che si porta al rattoppo rubando pensieri altrui. Facile parlare di Aristotele e compagnia bella, quanto è più difficile raccontare di sé stessi… Obbliga a guardarsi bene allo specchio, al posto di rimuginare e maltrattare le altrui esistenze.

Théâtre atelier sarà esattamente un angolino nel quale un microcosmo vivrà il medesimo spazio come meglio crede.

Il mio buongiorno.

34 pensieri riguardo “Buongiorno pochi ma cari followers liberi di essere.

  1. Buongiorno Paola! 🙂
    Quello che hai appena espresso mi ricorda un’attività di “teatro” che feci una ventina d’anni fa: in realtà non so nemmeno se definirlo tale (svolgevamo il tutto nel teatrino delle suore) e la “regista” ci dava delle informazioni se noi dovevamo viverle ed esprimerci di coseguenza. Molto particolare e molto vivido.
    E decisamente fuori dagli schemi! 🙂

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      1. Sì, ci avevo anche scritto un raccontino, anzi… un diario di viaggio di quelle isole che erano le sessioni. Da lì tra spunto buona parte del mio primo romanzo, quello tuttora incompiuto! 😜
        (forse devo prima finire il viaggio iniziato? Boh…)

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  2. Che te lo dico a fare? Che sono d’accordo già lo sai, ognuno è come è, con le sue esperienze, le sue emozioni e i suoi pensieri ed è giusto così, senza bisogno ogni volta di doversi giustificare per com’è o per quello che fa o per quello che pensa, si è quello che si è, che vada bene o no! 😉

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      1. Ascoltare è un grandissimo privilegio ricorda sempre che non bisogna mai prendere tutto ma solo le piccole cose che ci servono quando si ascolta chi parla col cuore. Vale per tutto e vale per tutti🙂

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